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blog di diritto parlamentare e costituzionale comparato
POLITICA
6 marzo 2010
L'anti precedente del 1995

Leopoldo Elia, intervento alla Camera del 4 aprile 1995 per l'affondamento del decreto Dini "Si vorrebbe alludere, da parte della Commissione, ad una nozione di indisponibilità, sia per il Parlamento sia per il Governo, ad intervenire in un procedimento elettorale già in corso, per evitare che si possa anche oggettivamente alterare l'andamentdelle elezioni, favorendo alcuni e danneggiando altri, o comunque mettendo in posizione di disparità i diligenti, cui dovrebbe soccorrere l'insieme delle regole elettorali, ed i meno diligenti o meno avveduti.

Tutto ciò è evidentemente inammissibile e deve perciò essere escluso dall'orizzonte futuro della decretazione d'urgenza"

22 minuti fa · ·



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POLITICA
6 marzo 2010
Legalità e illegalità

"Anche la classe politica, con il suo frequente ricorso alle amnistie e ai condoni, a scadenze quasi fisse, annulla reati e sanzioni e favorisce nei cittadini l’opinione che si può disobbedire alle leggi dello Stato. Chi si è invece comportato in maniera onesta può sentirsi giudicato poco accorto per non aver fatto il proprio comodo come gli altri, che vedono impunita o persino premiata la loro trasgressione della legge."


Conferenza Episcopale Italiana, documento "Educare alla legalità", 1991
La Gazzetta Ufficiale di oggi
testo in vigore dal: 6-3-2010

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; 
Vista la legge 17 febbraio 1968, n. 108; 

Ritenuta la straordinaria necessita' e urgenza di consentire il corretto svolgimento delle consultazioni elettorali per il rinnovo degli organi delle Regioni a statuto ordinario fissate per il 28 e 29 marzo 2010 tramite interpretazione autentica degli articoli 9 e 10 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, e dell'articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, assicurando il favor electionis secondo i principi di cui agli articoli 1 e 48 della Costituzione; 

Ritenuto che tale interpretazione autentica e' finalizzata a favorire la piu' ampia corrispondenza delle norme alla volonta' del cittadino elettore, per rendere effettivo l'esercizio del diritto politico di elettorato attivo e passivo, nel rispetto costituzionalmente dovuto per il favor e nei confronti della espressione della volonta' popolare; 

Ravvisata l'esigenza di assicurare l'esercizio dei diritti di elettorato attivo e passivo costituzionalmente tutelati a garanzia dei fondamentali valori di coesione sociale, presupposto di un sereno e pieno svolgimento delle competizioni elettorali; 

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 5 marzo 2010; 

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'interno; 

Emana il seguente decreto-legge: 

Art. 1 Interpretazione autentica degli articoli 9 e 10 della legge 17 febbraio 1968, n. 108 

 1. Il primo comma dell'articolo 9 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, si interpreta nel senso che il rispetto dei termini orari di presentazione delle liste si considera assolto quando, entro gli stessi, i delegati incaricati della presentazione delle liste, muniti della prescritta documentazione, abbiano fatto ingresso nei locali del Tribunale. La presenza entro il termine di legge nei locali del Tribunale dei delegati puo' essere provata con ogni mezzo idoneo. 

2. Il terzo comma dell'articolo 9 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, si interpreta nel senso che le firme si considerano valide anche se l'autenticazione non risulti corredata da tutti gli elementi richiesti dall'articolo 21, comma 2, ultima parte, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, purche' tali dati siano comunque desumibili in modo univoco da altri elementi presenti nella documentazione prodotta. In particolare, la regolarita' della autenticazione delle firme non e' comunque inficiata dalla presenza di una irregolarita' meramente formale quale la mancanza o la non leggibilita' del timbro della autorita' autenticante, dell'indicazione del luogo di autenticazione, nonche' dell'indicazione della qualificazione dell'autorita' autenticante, purche' autorizzata. 

3. Il quinto comma dell'articolo 10 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, si interpreta nel senso che le decisioni di ammissione di liste di candidati o di singoli candidati da parte dell'Ufficio centrale regionale sono definitive, non revocabili o modificabili dallo stesso Ufficio. Contro le decisioni di ammissione puo' essere proposto esclusivamente ricorso al Giudice amministrativo soltanto da chi vi abbia interesse. Contro le decisioni di eliminazione di liste di candidati oppure di singoli candidati e' ammesso ricorso all' Ufficio centrale regionale, che puo' essere presentato,entro ventiquattro ore dalla comunicazione, soltanto dai delegati della lista alla quale la decisione si riferisce. 

Avverso la decisione dell'Ufficio centrale regionale e' ammesso immediatamente ricorso al Giudice amministrativo. 

4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle operazioni e ad ogni altra attivita' relative alle elezioni regionali, in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto. Per le medesime elezioni regionali i delegati che si siano trovati nelle condizioni di cui al comma 1 possono effettuare la presentazione delle liste dalle ore otto alle ore venti del primo giorno non festivo successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto.


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POLITICA
6 marzo 2010
Il Tar della Lombardia deciderà come se il decreto non esistesse..infatti era fatto per Roma, non per Milano

la discussione di stamani al Tar lombardia, che deciderà nel pomeriggio, per accordo tra le parti, è avvenuta come se il decreto non esistesse perché non è ancora pubblicato: la decisione non ne terrà conto..il decreto ha usato la Lombardia, per la quale non serviva, per riammettere il Pdl roma che non sarebbe stato salvabile



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POLITICA
6 marzo 2010
Commento dopo la firma del decreto

Prima di oggi francamente non avevo mai da nessuno parte letto di "decreti interpretativi".
In diritto si può innovare e le leggi di interpretazione autentica esistono, ma la Corte costituzionale le ha sempre ammesse con molti limiti, ultimo caso, se non sbaglio nella sentenza 274/2006 dove ricorda " la norma che deriva dalla legge di “interpretazione autentica” non può ritenersi irragionevole ove si limiti ad assegnare alla disposizione interpretata un significato già in essa contenuto, riconoscibile come «una delle possibili letture del testo originario"

Ora, con tutto il rispetto per il Presidente della Repubblica, e al di là del caso Formigoni che sembrava risolubile dal Tar senza decreto, dire che bastava essere dentro in Tribunale e far presentare le liste lunedì prossimo era una norma ricompresa nelle letture possibili del testo del 1968? Questo è un decreto-provvedimento con nomi e cognomi, di interpretativo c'è poco o nulla. Si potrà pertanto aggiornare la nota frase di Giovanni Giolitti: le leggi per i nemici si applicano, per gli amici si varano decreti provvedimento chiamandoli interpretativi. Questo lo devo dire con amarezza per coscienza professionale e civile, a prescindere dall'opportunità e dalla collocazione politica.



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